mercredi 7 janvier 2015

Adempimenti per il conto di Forex all'estero - Quadro RW ed IVAFE

Buongiorno Traders!



In questo articolo analizzerò gli adempimenti per i traders che hanno il conto di trading all’estero, ovvero che operino con un conto di trading localizzato fuori del territorio nazionale.



L’argomento di questo post è pertanto interamente dedicato all’analisi degli adempimenti ai quali sono tenute le persone fisiche residenti relativamente agli obblighi di monitoraggio fiscale per i conti di trading detenuti all’estero.



Per prima cosa chiariamo che, nonostante il conto di trading non sia un vero e proprio conto corrente, è sicuramente una “attività finanziaria” e come tale, se localizzata fuori dal territorio italiano, deve sottostare alle disposizioni sul monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero.



Le regole sul monitoraggio dei fondi esteri sono cambiate diverse volte nel corso degli ultimi anni e pertanto farò esclusivo riferimento alla normativa aggiornata al modello Unico 2014, ovvero alle ultime istruzioni ministeriali disponibili.



Attualmente vige un regime meno stringente rispetto al passato soprattutto per una generale diminuzione delle sanzioni e per le semplificazioni intervenute le quali hanno eliminato ad esempio l’obbligo di indicare in dichiarazione i trasferimenti da o verso l’estero di denaro ove effettuati attraverso soggetti non residenti senza il tramite di intermediari residenti.



In altre e più semplici parole negli anni passati un trader con il conto ad esempio a Londra era tenuto ad indicare i bonifici da e per l’estero ove questi bonifici fossero effettuati direttamente oppure per tramite di un operatore estero mentre l’obbligo non sussisteva nel caso che tale bonifico fosse transitato per un operatore nazionale.



Questa normativa di controllo dei versamenti al momento non ci deve preoccupare poiché totalmente eliminata,

compreso ovviamente anche il limite dei 10.000 euro complessivi di movimentazioni per anno solare in vigore nella precedente normativa.



La seconda importante novità è che l’obbligo di monitoraggio riguarda ora le attività di fonte estera “detenute” nel periodo di imposta e non più “al termine” del periodo di imposta.



Tradotto in parole più semplici significa che nel modello Unico dovremo preoccuparci di indicare due distinti importi, ovvero il saldo iniziale ed il saldo finale.



Se il conto era già aperto all’inizio dell’anno allora dovrò indicare il saldo al 1° gennaio mentre se il conto è stato aperto durante l’anno allora dovrò indicare il saldo in corrispondenza del primo versamento.



Se il conto alla fine dell’anno era ancora attivo allora dovrò indicare il saldo al 31 dicembre mentre se il conto è stato chiuso prima di fine anno allora dovrò indicare l’ultimo saldo prima della chiusura.



La attuale normativa sul monitoraggio prevede inoltre che gli obblighi siano a carico sia dell’intestatario del conto di forex sia del "titolare effettivo” del conto stesso.



Se ad esempio il mio conto di forex per una qualsiasi ragione risultasse formalmente intestato a mio cugino mentre ad operare sul conto fossi effettivamente io in prima persona allora sarei tenuto ad indicare tale disponibilità nella dichiarazione e, dall’altro versante, mio cugino indicherà nella propria dichiarazione il conto di forex annotando il mio codice fiscale quale “titolare effettivo”.



Questo particolare approccio “look through” deve essere sempre applicato quando intestatario del conto e titolare effettivo non siano la stessa persona, oppure vi siano intermediazioni di società, trust, fiduciarie e via dicendo.



Una particolare casistica che può creare qualche complicazione sono le operazioni “aperte” a cavallo dell’anno per le quali vi sono scarne istruzioni. Se ci atteniamo al valore letterario delle istruzioni che accompagnano la dichiarazione dei redditi dobbiamo senza dubbio preoccuparci di tenere conto anche delle predette operazioni in essere poiché l’obbligo di segnalazione sussiste per tutti i “contratti derivati ed altri rapporti finanziari stipulati al di fuori dello stato”.



Quindi se ad esempio al 31 dicembre ho in essere una operazione "long" per un lotto di SP500 allora significa che in quel momento ho “in cassa” (mi si passi il termine da bar) 100.000 dollari di un contratto per differenza (CFD) che ha come sottostante l’indice americano Standard & Poor e qualche dubbio se indicarlo o meno in dichiarazione me lo devo sicuramente porre, quanto meno in ordine al pagamento della IVAFE che ammonta a circa 120 euro.



Gli obblighi dichiarativi relativi al monitoraggio dei conti esteri devono essere assolti mediante la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi indicando gli importi nella valuta domestica, ovvero in euro e gli eventuali conti in valute diverse dall’euro devono essere convertiti utilizzando un apposito cambio pubblicato annualmente dall’Agenzia delle Entrate.



La modulistica può essere reperita dal sito dell'Agenzia delle Entrate ( Link : http://ift.tt/I8nWVd)



Per quando riguarda le modalità di conteggio della IVAFE va chiarito che l’imposta non colpisce utili o perdite ma è calcolata sulle giacenze depositate nei conti esteri quindi indipendentemente che il trader abbia effettuato o meno delle operazioni sul conto.



Se ad esempio ho aperto il conto al 29 dicembre versando 10.000 euro ma non ho effettuato nessuna operazione sarò comunque tenuto al pagamento dell’IVAFE.



L’imposta a partire dal 25 novembre 2014 è passata dal 1,5 al 2 per mille e la cosa ha creato qualche grattacapo a coloro che dovevano versare l’acconto del 30 novembre poiché ha reso necessario il ricalcolo dell’acconto stesso ed il versamento del conguaglio in soli 5 giorni.



Il versamento in misura fissa di 34,20 euro non risulta applicabile poiché non siamo in presenza di un “conto corrente” ma solamente di una attività finanziaria e pertanto va applicata l’aliquota in percentuale.



Il minimo di versamento dell’imposta è di 12 euro che corrispondono a 6.000 euro di giacenza, quindi se ho solamente pochi spiccioli nel conto di trading l’imposta non risulta dovuta.



Le informazioni relative alla IVAFE vanno indicate nel quadro RW assieme alle altre informazioni relative al monitoraggio del conto di trading di cui ho detto in precedenza.



Se questo articolo vi è piaciuto fatemelo sapere con un "like" e se ci sono domande sarò felice di aiutarvi!



MT




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